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Sinonimi:
Bollento, gaccio.
Territorio interessato alla produzione:
Si producono sulla Montagna Pistoiese, zona caratterizzata
dalla forte presenza di castagneti.
Descrizione
sintetica del prodotto:
I necci sono delle grosse cialde, piuttosto basse, prodotte
con farina di castagne. Hanno un diametro di circa 25 cm., colore
marrone, consistenza morbida, sapore e profumo di castagna. Per la
cottura si utilizzano delle piastre di acciaio o di pietra
refrattaria, chiamate “testi” che vengono poste sul fuoco.
Descrizione delle metodiche di lavorazione:
L’impasto del neccio è composto da farina di castagne, un
pizzico di sale ed acqua quanto basta per dare una consistenza
piuttosto densa al preparato. Per la cottura si versa l’impasto,
nella quantità di 2-3 cucchiai da minestra, sulle piastre già calde ed
unte e si fa cuocere per 2-3 minuti. Una volta tolti i necci dai testi
si aggiunge la ricotta, si arrotolano e si consumano caldi.
Se per la cottura dei necci si adoperano i testi di pietra , vengono
messe sopra al testo alcune foglie di castagno seccate
(preventivamente inumidite per un’ora in acqua tiepida), per impedire
l’adesione dell’impasto alla pietra e conferire ai necci un sapore
particolare. Sulle foglie viene versata la dose di impasto, sopra al
quale si dispongono altre foglie di castagno. I testi così riempiti
vengono impilati sulla “testaiola”, formando una fila di circa 10
testi con diametro decrescente dal basso verso l’alto.
Produzione e tradizionalità:
Il neccio, la cui tradizione si perde nei
secoli, deve la sua tipicità all’utilizzo di farina di castagne e
all’impiego di strumenti e attrezzi tipici, quali i contenitori di
legno di castagno per la conservazione della farina, i testi e la
testaiola utilizzati per la cottura che, insieme alle foglie di
castagno, sono responsabili del gusto unico di questo prodotto. Un
tempo il neccio veniva consumato in sostituzione della polenta di
farina di castagne, oppure freddo dai taglialegna e dai carbonai nel
bosco. Il neccio è un prodotto prettamente artigianale che è
particolarmente gradito caldo: da ciò deriva la difficoltà oggettiva
di inserirlo all’interno di una rete distributiva anche di piccole
dimensioni. Alle sagre paesane sono ancora oggi preparati con i tipici
utensili; sono inoltre presenti nei menù di alcuni agriturismi e
ristoranti tipici della Montagna Pistoiese. |