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CUTIGLIANO
ATTRAVERSO I SECOLI
L’origine di Cutigliano è incerta, nonostante le
numerose ricerche fatte da storici e letterati di ogni epoca. Secondo
alcuni il territorio di Cutigliano apparteneva anticamente ai Liguri Friniati;
altri ne sostengono l’appartenenza agli Etruschi.
Dalla sua origine fino al secolo XIV, epoca di costruzione del Palazzo
Pretorio, poco sappiamo dei suoi abitanti.
Anche in epoca successiva i documenti rintracciati non permettono di
tracciare una storia completa; ciò nonostante, non è inutile
delinearne il profilo storico, anche se incompleto, per permettere
comunque di meglio conoscere e apprezzare le origini di questo ameno
e pittoresco paese di montagna. |
ETIMOLOGIA
DEL NOME
Anche l’etimologia del nome di Cutigliano non è
univoca; storici, letterati e studiosi fanno riferimento alle più
disparate fonti; secondo alcuni il nome deriva da Cutilio antico; altri
sostengono che l’esercito del patrizio romano Catilina, sconfitto
in questo territorio dall’esercito di Antonio, avrebbe fondato il
paese che prese il nome di Catilianum; c’è chi fa riferimento
agli aborigeni abitanti di Cutilia presso Rieti che, distrutta la loro
patria dagli Umbri, cercarono una nuova sede e scelsero Cutigliano perché
somigliava al luogo da loro lasciato; alcuni autori fanno derivare il
nome del paese da un passo di una lettera di Cicerone in cui nomina “Acutilianum”
analogamente ad Arimini, che volgarmente era detta Rimini; infine, c’è
chi richiama il Re delle Alpi Coctio, chi Coctianum, famiglia famosa,
chi il poeta Catullo, da cui il nome Catullianum. Si capisce quindi quanta
incertezza ci sia sull’esatta origine del nome del paese. |

La Piazza Catilina durante l'insolita tempesta di sabbia del 2002 |
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VICENDE
STORICHE E POLITICHE
Cutigliano si affaccia alla porta della storia intorno al mille;
sono di questo periodo i documenti storici più antichi che si trovano
nell’Archivio di Stato di Pistoia. Alcune costruzioni risalgono
all’epoca del feudalesimo; Cutigliano risentì da vicino di
questo periodo con la costruzione di varie torri (a Montestuccioli, a
Cacioli ed alla Cornia), posizionate nei punti dominanti e strategici.A quell’epoca Cutigliano apparteneva al Comune di Lizzano, il più
importante della Montagna Alta, con un governatore separato ed indipendente
dalla città di Pistoia.
Nessun documento indica con esattezza l’anno in cui Cutigliano si
divise dal Comune materno; certamente non prima dell’anno 1255, anno
in cui tra gli altri alcuni uomini di Cutigliano vennero eletti per
amministrare il Comune di Lizzano; si ritiene che la scissione sia
avvenuta intorno al 1300. Cutigliano incontrò dure battaglie per
mantenere la propria libertà. Fra le più cruente furono quelle per
sconfiggere ad allontanare dal proprio territorio Castruccio di
Antelminelli: Capitano Generale di Guerra dei Lucchesi. Questi fatti
avvennero negli anni 1320/1330. In seguito altri scontri si ebbero
con i ribelli della Valdinievole che, rifugiatesi nel castello di
Lucchio insediavano i popoli della Montagna Alta. Per fortuna
nell’anno 1330 il Capitano Angiolo Panciatichi, ridusse
all’obbedienza questi ribelli. |
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ORIGINE
E COMPITI DEL CAPITANO DI MONTAGNA
L’origine del Capitano di Montagna è incerta.
Alcuni autori la fanno risalire all’anno 1330 con Angiolo Panciatichi,
citato in precedenza. La sua residenza all’inizio fu a San Marcello
e solo successivamente si alternò con gli altri paesi. Secondo
il Fioravanti l’origine dei Capitani risale al 1358, dopo la ribellione
dei popoli della Montagna Alta. |
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Infatti, Pistoia, constatato che il governo attraverso i Potestà,
non dava i risultati voluti, mise un solo ministro, con il titolo
appunto di Capitano della Montagna, il quale pose la residenza a Castel di Mura; nel 1361 a Lizzano; e nel 1373, a Cutigliano,
con l’obbligo di fare ogni mese il giro dei castelli.In questo anno, dopo varie contestazioni i Pistoiesi, in accordo con alcuni
mediatori fiorentini e gli anziani, stabilirono che la carica di Capitano
della Montagna doveva essere ricoperta da una persona di parte guelfa
fiorentina. Dal 1377 la residenza si alternò ogni quattro mesi
tra Cutigliano, San Marcello e Lizzano. Nel 1512 a seguito di un fatto
increscioso Lizzano perse il diritto ad ospitare il Capitano e da allora
la residenza si alternò di sei mesi in sei mesi tra Cutigliano
e San Marcello. Il compito del Capitano era quello di amministrare la
giustizia secondo le leggi emanate da Pistoia e di salvaguardare il prestigio
e la potenza fiorentina. Egli aveva pieni poteri civili e militari su
tutta la Montagna Alta. Lo stipendio gli era retribuito dal popolo. In
caso d imminente pericolo chiamava i popolani a raccolta, facendo suonare
la campana a martelllo. Alla fine della sua carica doveva rendere conto
a Pistoia del suo operato. |
ORIGINE
DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA
Il Capitano della Montagna prese residenza per la prima volta
a Cutigliano nel 1373. Dimorò in una casa presa in affitto nei
pressi della attuale Piazza del Comune. Ma per il decoro ed il prestigio
del Capitano venne acquistato nel 1377 il terreno per la costruzione del
Palazzo Pretorio. Questo acquisto risulta dall’archivio di S.Iacopo
da San Miniato, in cui si trovano due contratti rogati da Ser Cherardo
di Jacopo, notaro ed ufficiale di Ser Baldo di Guglielmo Altoviti, Capitano
di Montagna. In uno di questi è detto che il 6 settembre 1377 si
adunarono a Cutigliano i Sindaci di Sette Comunità della Montagna
Alta per comprare il sito su cui fabbricare il Palazzo.
Per l’acquisto del terreno furono versati 277 fiorini d’oro, 216
soldi e 32 danari. Il sito era composto da due case attigue e da un
orto nel quale si trovavano gelsi e frutti. In tempo di guerra o di
contagio, il Capitano doveva continuamente risiedere nel Palazzo
insieme alla Corte. Il Capitano di Montagna che ha dimorato per
primo nel Palazzo è stato Baldo Altoviti, nobile
fiorentino, avo degli Altoviti-Avila imparentato con la ben nota famiglia
cutiglianese Niccolai-Lazzerini. La mole chiusa e compatta del Palazzo
Pretorio ricorda i Palazzi Pubblici sorti in Toscana nel corso dei secoli
XIII e XIV.Tranne questo generico riferimento, il Palazzo presenta forme
riconducibili all’ambiente forentino del Quattrocento. La calma
ripartizione della facciata a tre ordini di finestre sovrapposte e
le cinque aperture arcuate del piano mediano, dotate di una semplice
mostra di pietra, sono motivi tipici del primo Rinascimento
fiorentino. Anche il portale d’ingresso, con coronamento centinato e
fregiato da conci di bugnato liscio, va riferito al rinascimento
fiorentino. Le finestre del sottotetto, con la loro tipica forma a
orecchia, rivelano invece un’origine settecentesca. Le finestre
quadrate del piano terreno risalgono al restauro avvenuto intorno al
1930. |
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Ancora
oggi sulla facciata principale del palazzo possiamo ammirare una
serie di stemmi in pietra e terracotta policroma; altri fra cui un
dipinto, si trovano nell’atrio d’ingresso e sul fianco sinistro
dell’edificio.Questi sono le insegne araldiche che i vari Capitani
della Montagna lasciarono a ricordo del loro mandato. Se ne contano
circa novantacinque, compresi tra il 1444 e il 1742. |
| Sulla
sinistra della facciata si trova una piccola fontana di forma quattrocentesca
al cui fianco vi era la colonna del Marzocco, (costituita da un leone
affiancato da uno scudo con il giglio di Firenze, simbolo della Repubblica
Fiorentina), oggi trasferita per ragioni di conservazione sotto la loggia
e sostituita con una copia. La piccola Loggia, costruita quasi di fronte
al Palazzo, risale al XV secolo. Eretta in un tempo successivo rispetto
all’edificazione del Palazzo Pretorio, era il luogo dove si rogavano
gli atti notarili e dove il Capitano amministrava la Giustizia. Vi era
collocato un tavolo in pietra, oggi trasferito nell’atrio del Palazzo. |
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Sulla
parete di fondo della Loggia si trova un’edicola entro cui è
un affresco raffigurante la Madonna col Bambino (datato 1577).
(estratto dal Libro “Il Palazzo dei Capitani della Montagna”
di Francesco Guerrieri). |
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